La cosa che più spaventa i genitori, ed è il tasto su cui battono le associazioni no-vax, è il fatto che i vaccini possono dare "reazioni avverse". La prima cosa da stabilire è quindi: I vaccini possono dar luogo a "reazioni avverse"?. La risposta che ogni medico degno di questo nome vi darà è :assolutamente sì! Ma questo non deve stupire né deve spaventare al di là del giusto. Qualsiasi elemento immesso, per qualsiasi via, nell'organismo può dare "reazioni avverse". Basti pensare che in Italia ogni anno circa 50 persone muoiono e alcune centinaia rischiano la vita a causa di arachidi, nocciole , pesche, crostacei e così via. I vaccini, in quanto farmaci, hanno per definizione degli effetti collaterali anche se bisognerebbe mettersi d'accordo sul significato e sul valore di queste "reazioni avverse".
Nel 2014 per quanto riguarda il vaccino esavalente ci sono sono state 1.803 segnalazioni riguardanti casi di "reazioni avverse" (1 o più). Di queste ben 1.565 riguardavano l'insorgere di piressia (febbre). Tecnicamente la febbre è certamente una "reazione avversa", ma è anche il segno che il vaccino funziona. Banalizzando, il compito del vaccino è quello di "ingannare" l'organismo facendogli credere che è in atto un attacco e facendogli attivare tutti i meccanismi di difesa di cui dispone. La febbre è appunto uno di quei meccanismi che l'organismo ha a disposizione per difendersi dagli agenti patogeni e se viene messo in campo significa che il vaccino sta raggiungendo il suo scopo.
Altre segnalazioni hanno riguardato gonfiore e dolore in sede di vaccinazione (281 e 195 rispettivamente. Ricordo che la somma delle reazioni non è uguale a 1803 in quanto una segnalazione può riguardare più reazioni). Queste "reazioni avverse" non sono peculiari dei vaccini in quanto sono caratteristiche di tutti i farmaci che vengono iniettati per via intramuscolare e sottocutanea.
Ci sono poi quelle reazioni avvverse che spaventano molto a sentirle nominare perchè riguardano : "Disturbi psichiatrici e patologie neurologiche", ma in realtà si tratta di agitazione (311), irritabilità (238),irrequietezza (128), pianto (232). Anche queste, però, sono in gran parte imputabili allo stress da "siringa" che colpisce i bambini (ma anche gli adulti). Ricordate le mamme di un tempo, ricche di umanità e amore, ma pedagogicamente poco politicamente corrette, quando per far star calmi i bambini dicevano:" Stai fermo, se no chiamo il dottore e ti faccio fare la puntura"?
Vengono, poi, considerate "reazioni avverse" anche i fallimenti vaccinali, ossia quei casi in cui nonostante la vaccinazione si presenta la malattia. In questi casi, quindi, il vaccino non fa il suo lavoro ma non provoca danni (se non indiretti).
Ci sono poi le reazioni avverse "gravi". Anche qui bisogna fare due precisazioni. Una di carattere generale.Come ben spiega il rapporto AIFA :"Le reazioni avverse segnalate attraverso i sistemi di vigilanza passiva rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso.Infatti, alcuni eventi possono essere interpretati come reazioni avverse perché si manifestano in coincidenza temporale con la vaccinazione". In pratica in moltissime segnalazioni non c'è un rapporto certo tra vaccino e reazione avversa che vengono associati solo per un "principio di cautela"
La seconda riguarda la "gravità". Una reazione avversa è considerata grave non solo quando risponde ai criteri che si utilizzano normalmente per indicare la "gravità" (esito fatale, messa in pericolo della vita, invalidità grave o permanente) ma anche quando provoca il ricovero o quando il vaccino risulta inefficace (quello che abbiamo detto prima).
Fatte queste precisazioni, nel 2014 l'esavalente (il vaccino che portiamo ad esempio in quanto attualmente il più usato e il più discusso) ha provocato 166 segnalazioni di reazioni avverse gravi su 1.400.000 dosi somministrate. Ma anche qui la maggior parte delle segnalazioni riguardavano iperpiressia (ossia febbre molto alta), febbre prolungata, complicazioni nel punto di inoculazione, pianto irrefrenabile.
Nel 2014 i casi "veramente gravi" sono stati tre: una meningoencefalopatia batterica e due morti (segnalati) per SIDS (morte in culla).
Nel caso della meningoencefalite (completamente risolta senza esiti) si tratta di un "fallimento vaccinale" in quanto il paziente era stato vaccinato 10 anni prima. In un caso di morte per SIDS il neonato (2 mesi), alla nascita aveva accusato insufficienza respiratoria, è deceduto 6 ore dopo la somministrazione del vaccino. L'autopsia ha rivelato essersi trattato di "una enterite emorragica e una anemia acuta poliviscerale con riscontro di rotavirus nelle feci per cui non risulta essere stato vaccinato". E' stata quindi esclusa la correlazione "morte-vaccino".
Nel secondo caso, un neonato di 3 mesi, la morte è avvenuta nel 2014 ad una settimana dalla vaccinazione ma la segnalazione è stata fatta nel 2016 dalla stessa ditta. Come spesso accade in caso di SIDS non è stato possibile stabilire con certezza la causa della morte e, pertanto, per il principio di cautela, PUO' essere ritenuta una reazione avversa al vaccino (anche se gli studi non hanno mai dimostrato una correlazione tra vaccino e SIDS).
Per concludere possiamo affermare che il rischio di reazioni gravi al vaccino è estremamente basso. D'altro canto se in farmacologia utilizzassimo il criterio del RISCHIO ZERO non potremmo utilizzare nessun farmaco e, pertanto, quello che va valutato é il rapporto RISCHIO/BENEFICIO (che nessuna mamma utilizza per l'uso della Tachipirina, per esempio).
Nei vaccini il piatto della bilancia pende decisamente per il BENEFICIO.
Ma di questo ci occuperemo con un altro post.

